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Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Grottaferrata

Tabella: Scheda di dettaglio diBiblioteca Statale del Monumento Nazionale di Grottaferrata
Descrizione Dettaglio
Logo Biblioteca Statale del Monumento Nazionale di Grottaferrata
Direttore Giovanna Falcone. Conservatore Mons. Marcello Semeraro
Sito web http://www.bibliotecagrottaferrata.beniculturali.it/
Telefono (+39) 0694541584 Biblioteca , (+39) 069459309 Abbazia
Fax (+39) 0694541550
eMail bmn-grf@beniculturali.it
Indirizzo Corso del Popolo, 128
Cap 00046
Comune GROTTAFERRATA
Città Grottaferrata
Provincia Roma
Regione Lazio
Orario

Lunedì e Giovedì: 8.30 – 17.30
Martedì, Mercoledì, Venerdì e Sabato: 8.30 – 13.30
 

Accesso
Età minima 18 anni
Documento di identità valido.
Per la consultazione dei codici lettera commendatizia da parte di una istituzione accademica.
Storia
Fin dalla sua fondazione nel 1004 l’Abbazia di Grottaferrata ha avuto la propria raccolta di libri e la formazione stessa della Biblioteca è strettamente connessa alla vita religiosa della comunità monastica ed alla sua storia. Al primo nucleo, costituito dai testi già posseduti dal fondatore san Nilo  e i suoi compagni prima di stabilirsi nel Tuscolano,  si sono aggiunti quelli dovuti alla intensa attività dei copisti criptensi durata fino alla metà del XX secolo e quelli entrati in seguito a scambi con altri monasteri dell’Italia meridionale, a donazioni ed acquisti.. Un primo elenco del 1462 riporta 129 codici greci e 2 latini, passati, secondo un inventario del 1727, e dopo il trasferimento di 41 manoscritti alla Biblioteca Vaticana per ordine di Paolo V nel 1614, a 149, tutti greci, tranne 4 latini e 1 italiano.  Il catalogo a stampa di Antonio Rocchi del 1883 ne descrive 605.
Tutti i libri, compresi i manoscritti, furono collocati, intorno al 1770, in una sala destinata alla Biblioteca, nella fabbrica nuova del Monastero, al secondo piano dell’ala sud, che fu dotata, nel 1798-9, di una scaffalatura lignea di elevato valore artistico ed architettonico, opera del monaco criptense Vincenzo Rosati, in legno e radica d’ulivo, per complessivi metri lineari 256 circa.
Nel 1873 la Biblioteca, insieme a tutti gli edifici dell’Abbazia, passò ai beni demaniali dello Stato italiano. Nel 1874, l’Abbazia, e con essa la Biblioteca, venne riconosciuta Monumento nazionale. In virtù di tale riconoscimento è sottoposta alla cura diretta del Governo e affidata alla custodia dei monaci con atto di delega, ed è attualmente alle dipendenze del Ministero per i Beni e le Attività culturali e annoverata tra le Biblioteche pubbliche statali nel Regolamento organico del 1967.  Dal 2001 la Biblioteca si è trasferita negli ambienti, opportunamente restaurati e funzionalmente arredati, siti all’ultimo piano del rinascimentale palazzo degli abati commendatari.

 

Fondi

Attualmente la Biblioteca conserva circa 1197 manoscritti, compresi i frammenti raccolti in cartelle, 71 incunaboli, 700 cinquecentine e circa 50.000 volumi.
Dei 1197 manoscritti, 575 sono greci,  239 latini, 303 italiani, 12 etiopici, 9 arabi, 3 turchi, 1 ebraico.
Tra i manoscritti si segnalano i 3 autografi di S. Nilo, copiati nel 965; il codice scritto nel 985 dal discepolo di S. Nilo e primo abate di Grottaferrata, Paolo, e contenente le lettere di Isidoro di Pelusio; manoscritti letterari quali la raccolta completa delle poesie di Cristoforo Mitileneo ed il romanzo epico Digenis Akritas in due codici cartacei del XIII secolo; il Typikon del monastero, copiato da Giuseppe Melendita nel 1299-1300 e 47 codici melurgici con notazione musicale. Si segnalano anche i 60 codici palinsesti dei secoli XIII-XIV, con i quali la Biblioteca ha partecipato al progetto europeo “Rinascimento virtuale”, conclusosi nel 2004.

Carta Qualità dei Servizi

www.bibliotecagrottaferrata.beniculturali.it/getFile.php?id=331

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