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Biblioteca Angelica

Tabella: Scheda di dettaglio diBiblioteca Angelica
Descrizione Dettaglio
Logo Biblioteca Angelica
Direttore Flavia Cristiano
Sito web http://www.bibliotecaangelica.beniculturali.it/
Telefono +39 066840801 centr. , +39 0668408053
eMail b-ange@beniculturali.it
Indirizzo Piazza S.Agostino 8
Cap 00186
Comune ROMA
Città Roma
Provincia Roma
Regione Lazio
Orario

La Biblioteca è aperta al pubblico:
- lunedì, venerdì e sabato dalle 8,15 alle 13,45
- martedì, mercoledì e giovedì dalle 8,15 alle 19,15

Durante il mese di agosto, nelle due settimane centrali, la Biblioteca rimane chiusa per un periodo di 15 giorni, per consentire le operazioni di controllo e di manutenzione sul patrimonio documentario.

Per gli orari completi:
www.bibliotecaangelica.beniculturali.it/index.php?it/1/home

Accesso

Nella Biblioteca possono entrare tutti coloro che abbiano compiuto 16 anni muniti di documento di riconoscimento personale.
La Biblioteca non ha barriere architettoniche che impediscano l'accesso alle persone con disabilità motoria. L'ingresso per le persone disabili è in Via S. Agostino 13, previa prenotazione al tel. 06/6840801.

Servizi

La Biblioteca eroga i seguenti servizi:

  • Servizio di consultazione in sede
  • Servizio di prestito esterno
  • Servizi informatici
  • Servizi bibliografici
  • Servizi aggiuntivi
Storia

Puntata TV di "Una Biblioteca, Un libro" dedicata alla Biblioteca Angelica


La Biblioteca Angelica è la più antica biblioteca pubblica di Roma, ed insieme alla Ambrosiana di Milano ed alla Bodleian Library di Oxford una delle prime in Europa; aperta nel 1604, deve il suo nome al vescovo agostiniano Angelo Rocca (1546-1620), che negli ultimi anni del XVI secolo affidò la  sua raccolta libraria ai frati del convento di Sant’Agostino di Roma. Angelo Rocca, appassionato collezionista di edizioni pregiate, responsabile della Tipografia Vaticana durante il pontificato di Sisto V, diede alla biblioteca una sede idonea, proprie rendite, un regolamento e volle che fosse aperta a tutti  senza  limiti di censo. L’assoluta novità dell’istituzione voluta dal Rocca destò l’interesse di un pubblico sempre crescente e la fama della biblioteca si diffuse ben presto tra gli studiosi dell’epoca attirando altri  preziosi lasciti: nel 1661 Lucas Holste, custode della Biblioteca Vaticana, lasciò ai frati agostiniani la sua preziosa collezione di volumi a stampa. Nel 1762 fu acquistata la ricchissima biblioteca del cardinale Passionei, che raddoppiò il patrimonio dell’Angelica e soprattutto lo arricchì dei testi che quel Cardinale, legato agli ambienti giansenisti romani, aveva ricercato e acquistato nei viaggi svolti come legato pontificio nei paesi dell’Europa protestante: questo insieme alla presenza dei principali sostenitori del pensiero agostiniano fece sì che si costituisse in Angelica una collezione di testi fondamentale per gli studi e le ricerche sul periodo della Riforma e Controriforma.
L’acquisizione dell’imponente raccolta appartenuta al cardinale Passionei rese necessaria una ristrutturazione della Biblioteca Angelica, che gli agostiniani affidarono all’architetto Luigi Vanvitelli, il quale nel 1765 terminò la costruzione dell’attuale salone.
Nel secolo XIX la storia dell’Angelica fu scandita dalle vicende storiche che interessarono la città di Roma: dall’invasione dei francesi alla proclamazione della repubblica mazziniana, avvenuta nel 1849. Le vicende degli agostiniani in Angelica ebbero termine nel 1873, con il passaggio della biblioteca allo Stato italiano. I primi decenni della gestione laica dell’Angelica furono segnati da importanti acquisti che ne accrebbero notevolmente il patrimonio librario: tra questi ricordiamo una parte della  biblioteca appartenuta ai principi Massimo (1884, 200 manoscritti e 450 volumi a stampa) e un’importante collezione di opere edite da Giambattista Bodoni (1919), che si aggiunse alle edizioni bodoniane già possedute dalla biblioteca. Alla fine dell’800 la biblioteca si arricchì di  una curiosa raccolta di 954 libretti d’opera del XIX secolo, di provenienza del ministro Santangelo.
Dal 1940 conserva in deposito circa 4.000 volumi di proprietà dell’Accademia letteraria dell’Arcadia (volumi a stampa, 41 manoscritti, lettere autografe degli Arcadi e componimenti arcadici, relativi soprattutto alla letteratura italiana del ‘700).
Dal 1975 dipende dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Nello stesso anno fu acquistata la biblioteca del critico letterario Arnaldo Bocelli, che comprende testi di letteratura italiana del Novecento.  Nel 2005 è pervenuto in dono il Fondo Cardone: 500 volumi di letteratura francese e italiana degli ultimi anni dell’Ottocento. 

Patrimonio

L’Angelica possiede circa 200.000 volumi di cui più di 100.000, editi dal XV al XVIII secolo, costituiscono il fondo antico della biblioteca. I settori più ricchi, che vengono ancora oggi incrementati, comprendono: opere sul pensiero di Sant’Agostino e sull’attività dell’Ordine agostiniano, la storia della Riforma e Controriforma, raccolte su Dante, Petrarca e Boccaccio, testi di letteratura italiana e sul teatro dal XV al XVIII secolo, edizioni rare (bodoniane, elzeviriane), opere su Roma, periodici italiani e stranieri dei secoli XVII-XVIII.
Fondo manoscritto: circa 2700 volumi latini, greci e orientali e circa 24.000 documenti sciolti
(tra cui i carteggi e gli autografi Barnabei, Gnoli, Zanazzo e Bocelli).
Incunaboli: più di 1.100 edizioni
Edizioni cinquecentine: circa 20.000
Incisioni, disegni e carte geografiche: circa 10.000 esemplari
Periodici: 640 testate di cui 150 correnti
Globi blaviani: 4 (2 coppie, celeste e terrestre, 1599-1603, esemplari unici in Italia)
Tra i pezzi più preziosi per antichità e valore artistico sono da ricordare un manoscritto del IX secolo contenente il Liber memorialis dell’Abbazia di Remiremont, un antifonario graduale dell’XI secolo,
un codice della Divina commedia finemente miniato del secolo XIV, un delizioso Libro d’Ore con stupende miniature di mano fiamminga del XIV secolo, il famoso De Balneis Puteolanis del secolo XIII con mirabili miniature di scuola siciliana.
Tra gli incunaboli va ricordato il De Oratore, il primo libro stampato in Italia a Subiaco nel 1465, il De Civitate Dei, anch’esso sublacense, e un esemplare della prima edizione della Divina Commedia stampato a Foligno nel 1472. Per le cinquecentine si segnala l’edizione dell’Orlando furioso, edita a Ferrara nel 1521.
Per quanto riguarda i disegni, le stampe e le carte geografiche risultano di particolare interesse una curiosa collezione di disegni di vedute di città dell’Italia meridionale della fine del XVI secolo, nonché numerosi atlanti e 85 carte nautiche del XVIII secolo di provenienza olandese.

Fondi

Lo sviluppo della Biblioteca è legato ad alcuni cospicui fondi, acquistati o donati, che ne hanno delineato la fisionomia. I principali fondi sono:
Fondo Convento Agostiniani
Fondo Angelo Rocca
Fondo Lucas Holstenius
Fondo Enrico Noris
Fondo Domenico Passionei
Fondo Arnaldo Bocelli
Fondo autografi (Zanazzo, Gnoli, Barnabei)
Fondo dell'Accademia Letteraria dell'Arcadia

Carta Qualità dei Servizi

www.bibliotecaangelica.beniculturali.it/index.php?it/95/carta-della-qualit-dei-servizi

Fotogallery

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