- Biblioteca Angelica: ulteriori informazioni
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| Direttore |
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| Sito web |
http://www.biblioangelica.it/angelica/Angelica/home.jsp |
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| Telefono |
(+39) 066840801 centr. (+39) 0668408639 segr. |
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| Fax |
(+39) 0668408053 |
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| eMail |
b-ange@beniculturali.it |
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| Indirizzo |
Piazza S.Agostino 8 |
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| Città |
Roma |
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| Provincia |
Roma |
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| Regione |
Lazio |
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| Orario |
Lunedì-Venerdì: 8,30-18,30 Sabato: 8,30-13,30
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| Accesso |
Età minima: 16 anni per le opere a stampa, 18 anni per i manoscritti e le opere rare - Occorre esibire un documento di identità, compilare la carta d'entrata, depositare borse e libri propri.
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| Servizi |
Lettura in sede - Consultazione di opere generali - Distribuzione e consultazione di manoscritti e di opere rare - Informazioni bibliografiche - Fotocopie e fotoriproduzioni - Prestito locale e interbibliotecario - Lettura microfilm e microfiches - Consultazione cd-rom e Internet - Visite guidate su prenotazione - Concessione di uso e di riprese cinematografiche e televisive.
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| Storia |
La Biblioteca Angelica è la più antica biblioteca pubblica di Roma, ed insieme alla Ambrosiana di Milano ed alla Bodleian Library di Oxford una delle prime in Europa; aperta nel 1604, deve il suo nome al vescovo agostiniano Angelo Rocca (1546-1620), che negli ultimi anni del XVI secolo affidò la sua raccolta libraria ai frati del convento di Sant’Agostino di Roma. Angelo Rocca, appassionato collezionista di edizioni pregiate, responsabile della Tipografia Vaticana durante il pontificato di Sisto V, diede alla biblioteca una sede idonea, proprie rendite, un regolamento e volle che fosse aperta a tutti senza limiti di censo. L’assoluta novità dell’istituzione voluta dal Rocca destò l’interesse di un pubblico sempre crescente e la fama della biblioteca si diffuse ben presto tra gli studiosi dell’epoca attirando altri preziosi lasciti: nel 1661 Lucas Holste, custode della Biblioteca Vaticana, lasciò ai frati agostiniani la sua preziosa collezione di volumi a stampa. Nel 1762 fu acquistata la ricchissima biblioteca del cardinale Passionei, che raddoppiò il patrimonio dell’Angelica e soprattutto lo arricchì dei testi che quel Cardinale, legato agli ambienti giansenisti romani, aveva ricercato e acquistato nei viaggi svolti come legato pontificio nei paesi dell’Europa protestante: questo insieme alla presenza dei principali sostenitori del pensiero agostiniano fece sì che si costituisse in Angelica una collezione di testi fondamentale per gli studi e le ricerche sul periodo della Riforma e Controriforma. L’acquisizione dell’imponente raccolta appartenuta al cardinale Passionei rese necessaria una ristrutturazione della Biblioteca Angelica, che gli agostiniani affidarono all’architetto Luigi Vanvitelli, il quale nel 1765 terminò la costruzione dell’attuale salone. Nel secolo XIX la storia dell’Angelica fu scandita dalle vicende storiche che interessarono la città di Roma: dall’invasione dei francesi alla proclamazione della repubblica mazziniana, avvenuta nel 1849. Le vicende degli agostiniani in Angelica ebbero termine nel 1873, con il passaggio della biblioteca allo Stato italiano. I primi decenni della gestione laica dell’Angelica furono segnati da importanti acquisti che ne accrebbero notevolmente il patrimonio librario: tra questi ricordiamo una parte della biblioteca appartenuta ai principi Massimo (1884, 200 manoscritti e 450 volumi a stampa) e un’importante collezione di opere edite da Giambattista Bodoni (1919), che si aggiunse alle edizioni bodoniane già possedute dalla biblioteca. Alla fine dell’800 la biblioteca si arricchì di una curiosa raccolta di 954 libretti d’opera del XIX secolo, di provenienza del ministro Santangelo. Dal 1940 conserva in deposito circa 4.000 volumi di proprietà dell’Accademia letteraria dell’Arcadia (volumi a stampa, 41 manoscritti, lettere autografe degli Arcadi e componimenti arcadici, relativi soprattutto alla letteratura italiana del ‘700). Dal 1975 dipende dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Nello stesso anno fu acquistata la biblioteca del critico letterario Arnaldo Bocelli, che comprende testi di letteratura italiana del Novecento. Nel 2005 è pervenuto in dono il Fondo Cardone: 500 volumi di letteratura francese e italiana degli ultimi anni dell’Ottocento.
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| Patrimonio |
L’Angelica possiede circa 200.000 volumi di cui più di 100.000, editi dal XV al XVIII secolo, costituiscono il fondo antico della biblioteca. I settori più ricchi, che vengono ancora oggi incrementati, comprendono: opere sul pensiero di Sant’Agostino e sull’attività dell’Ordine agostiniano, la storia della Riforma e Controriforma, raccolte su Dante, Petrarca e Boccaccio, testi di letteratura italiana e sul teatro dal XV al XVIII secolo, edizioni rare (bodoniane, elzeviriane), opere su Roma, periodici italiani e stranieri dei secoli XVII-XVIII. Fondo manoscritto: circa 2700 volumi latini, greci e orientali e circa 24.000 documenti sciolti (tra cui i carteggi e gli autografi Barnabei, Gnoli, Zanazzo e Bocelli). Incunaboli: più di 1.100 edizioni Edizioni cinquecentine: circa 20.000 Incisioni, disegni e carte geografiche: circa 10.000 esemplari Periodici: 640 testate di cui 150 correnti Globi blaviani: 4 (2 coppie, celeste e terrestre, 1599-1603, esemplari unici in Italia) Tra i pezzi più preziosi per antichità e valore artistico sono da ricordare un manoscritto del IX secolo contenente il Liber memorialis dell’Abbazia di Remiremont, un antifonario graduale dell’XI secolo, un codice della Divina commedia finemente miniato del secolo XIV, un delizioso Libro d’Ore con stupende miniature di mano fiamminga del XIV secolo, il famoso De Balneis Puteolanis del secolo XIII con mirabili miniature di scuola siciliana. Tra gli incunaboli va ricordato il De Oratore, il primo libro stampato in Italia a Subiaco nel 1465, il De Civitate Dei, anch’esso sublacense, e un esemplare della prima edizione della Divina Commedia stampato a Foligno nel 1472. Per le cinquecentine si segnala l’edizione dell’Orlando furioso, edita a Ferrara nel 1521. Per quanto riguarda i disegni, le stampe e le carte geografiche risultano di particolare interesse una curiosa collezione di disegni di vedute di città dell’Italia meridionale della fine del XVI secolo, nonché numerosi atlanti e 85 carte nautiche del XVIII secolo di provenienza olandese.
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| Fondi |
Lo sviluppo della Biblioteca è legato ad alcuni cospicui fondi, acquistati o donati, che ne hanno delineato la fisionomia. I principali fondi sono: Fondo Convento Agostiniani Fondo Angelo Rocca Fondo Lucas Holstenius Fondo Enrico Noris Fondo Domenico Passionei Fondo Arnaldo Bocelli Fondo autografi (Zanazzo, Gnoli, Barnabei) Fondo dell'Accademia Letteraria dell'Arcadia
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| Competenze |
Biblioteca di conservazione. Specializzata in: Storia della Riforma e Controriforma, Studi agostiniani, Letteratura italiana.
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